Gli esportatori europei rallentano mentre l’instabilità dei dazi si intensifica
- Il mercato export si indebolisce mentre la congestione nei depositi e la debole domanda di container esercitano pressione sui prezzi.
- La domanda domestica di container resta piuttosto solida, ma la crescente concorrenza limita il potere di determinazione dei prezzi
24 febbraio 2026, Italia: Il commercio transatlantico sta diventando un gioco di “attendere e osservare” per gli esportatori italiani, dopo che il Presidente Donald Trump ha introdotto un nuovo dazio “globale”, fissandolo al 15% per un massimo di 150 giorni (al 24 febbraio, ore 9:00 CET).
Sogese, fornitore europeo di container con visibilità diretta sull’utilizzo delle attrezzature e sui flussi di domanda di container, ha evidenziato che l’impatto immediato non è un crollo dei volumi, bensì una chiara esitazione negli impegni di spedizione lungo le rotte commerciali Europa–Stati Uniti.
Secondo Sogese, gli esportatori non stanno cancellando le spedizioni, ma stanno sospendendo le decisioni, accorciando i cicli di pianificazione e adeguando le tempistiche di spedizione in attesa di maggiore chiarezza, introducendo volatilità nei modelli di domanda di container piuttosto che una contrazione strutturale.
“Stiamo osservando esitazione nel mercato. Quando la politica commerciale cambia così rapidamente, gli esportatori preferiscono restare alla finestra e osservare piuttosto che accelerare gli impegni. In tutta Europa, e in particolare in Italia, questo si traduce in modelli di prenotazione irregolari e in una pianificazione delle spedizioni più tattica, piuttosto che in un calo immediato dei volumi. Stabilità e prevedibilità restano essenziali affinché gli esportatori possano pianificare con fiducia.” Ha dichiarato Andrea Monti, CEO di Sogese.
Storicamente, i dazi statunitensi sulla maggior parte dei beni UE operavano secondo le tariffe WTO “Most Favoured Nation” (MFN). La tariffa media applicata dagli Stati Uniti sui beni UE era pari a circa l’1–3%, e l’ambiente commerciale era relativamente stabile e basato su regole. Tra il 2018 e il 2020 sono stati introdotti dazi selettivi, specifici per settore, sospesi e ripristinati in modo sporadico, creando incertezza per gli esportatori. Nel 2025, i dazi si sono ampliati ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Molti beni UE (inclusi quelli italiani) sono stati soggetti a tariffe elevate, comunemente intorno al 15% nell’ambito di accordi strutturati o programmi imposti.

Gli Stati Uniti sono rimasti nel 2025 il principale mercato bilaterale per l’avanzo commerciale dell’Italia. L’Italia (e l’UE) si trovano ora ad affrontare un dazio statunitense fisso del 15%, che per molti prodotti è superiore ai livelli applicati prima della sentenza della Corte Suprema.
“Le imprese italiane stanno osservando sia i processi legali negli Stati Uniti sia l’azione diplomatica dell’UE. Le incertezze correlate su eventuali rimborsi, sui regimi tariffari e su un possibile accordo UE–USA influenzeranno nel lungo periodo i comportamenti di prenotazione, le strategie di approvvigionamento e la pianificazione futura. Oltre il 2026, se il Congresso dovesse estendere il dazio della Section 122 o se venissero aggiunti nuovi dazi mirati sotto altre autorità (ad esempio Section 301), l’Italia potrebbe trovarsi esposta a livelli tariffari stratificati.” Ha aggiunto Monti.
“Gli ordini non stanno crollando, ma la fiducia degli esportatori e i ritmi di pianificazione sono decisamente influenzati.” Ha concluso Monti.
Segnali di mercato dal segmento container in Italia
Secondo le più recenti osservazioni di mercato di Sogese:
La domanda di container legata all’export resta debole.
Il rallentamento delle prenotazioni, combinato con la congestione nei depositi e la limitata disponibilità di spazio nei piazzali, sta esercitando una pressione al ribasso sui prezzi degli asset. Di conseguenza, i canoni di noleggio per i container destinati all’export si collocano attualmente nella fascia più bassa del range di prezzo.
Al contrario, la domanda domestica di container in Italia rimane relativamente resiliente. Sebbene i livelli di attività siano stabili o sostenuti, la crescente concorrenza limita l’aumento dei prezzi. I canoni di noleggio nel segmento domestico restano stabili ma mostrano una limitata espansione dei margini.
About Sogese
Fondata nel 1980 come terminal per la riparazione di container marittimi, Sogese S.r.l. si è evoluta fino a diventare uno degli operatori consolidati in Italia nella vendita, nel leasing e nella manutenzione di container. Con oltre 40 anni di esperienza operativa, l’azienda fornisce soluzioni per container dry e refrigerati nei mercati domestici e internazionali. A seguito della fusione con Coremas Polaris nel 2025 e dell’apertura di un nuovo hub logistico a Taranto, Sogese opera oggi con una rete commerciale e logistica estesa lungo tutta la penisola italiana. La sua esposizione diretta all’utilizzo delle attrezzature, all’attività dei depositi e alle dinamiche di prezzo degli asset consente a Sogese di offrire analisi di mercato fondate sulla domanda di container e sui flussi commerciali.
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