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    Varo di nuove navi nel 2026: quale sarà l’effetto sul settore dello shipping e sui prezzi dei container?

    Il settore dello shipping containerizzato si prepara a un nuovo punto di svolta. Il 2026 sarà infatti caratterizzato dal varo di numerose nuove navi portacontainer, con oltre un milione di TEU di nuova capacità stimata in consegna nel corso dell’anno, frutto degli ordini effettuati negli anni precedenti in un contesto di forte volatilità dei traffici e di tensioni geopolitiche lungo le principali rotte marittime. L’ingresso di nuova capacità nella flotta mondiale, con un incremento previsto intorno al 5% a fronte di una crescita degli scambi internazionali stimata tra il 2% e il 3%, rappresenta sempre un elemento cruciale per gli equilibri del trasporto marittimo: la dinamica tra domanda di spazio nave e offerta disponibile incide direttamente sulla competitività del settore, sulle scelte operative degli operatori e sulla stabilità del mercato globale delle spedizioni.

    In uno scenario ancora segnato da incertezze macroeconomiche e da possibili riallineamenti delle rotte commerciali, comprendere le implicazioni del potenziamento della flotta mondiale diventa fondamentale per imprese, spedizionieri e operatori logistici che utilizzano container per il proprio business.

    In questo articolo, noi di SO.GE.SE. analizzeremo gli effetti attesi del varo di nuove navi.

    Più navi nel 2026: cosa significa per il mercato dello shipping?

    Varo nuove navi nel 2026Il 2026 vedrà l’ingresso sul mercato di un numero significativo di nuove portacontainer, con un conseguente aumento della capacità di stiva disponibile a livello globale. Dopo anni caratterizzati da forti oscillazioni dei volumi, tra picchi straordinari e rallentamenti improvvisi, il settore si trova oggi in una fase di progressiva normalizzazione della domanda. In un contesto di domanda “ordinaria”, l’incremento dell’offerta di spazio nave può generare una pressione crescente sugli equilibri di mercato. Maggiore capacità significa infatti una competizione più intensa tra compagnie di navigazione per assicurarsi i carichi e mantenere elevati i tassi di riempimento delle navi.

    Se l’aumento della flotta dovesse consolidarsi in presenza di volumi non altrettanto dinamici, il rischio è quello di una situazione di overcapacity strutturale. In tale scenario, l’eccesso di offerta tende storicamente a comprimere i margini del settore e a spingere verso una progressiva revisione al ribasso dei noli marittimi.

    Il vero nodo, dunque, non è solo il numero di nuove navi varate, ma l’equilibrio tra capacità disponibile e reale andamento della domanda globale di trasporto containerizzato.

    Noli marittimi e strategie delle compagnie di navigazione: cosa può succedere?

    In presenza di un aumento significativo della capacità disponibile, l’andamento dei noli marittimi diventa uno degli indicatori più sensibili dell’equilibrio di mercato. Storicamente, quando l’offerta supera la domanda, la pressione competitiva tra le compagnie di navigazione si traduce in una progressiva riduzione delle tariffe di trasporto, soprattutto sulle principali rotte internazionali. Per difendere i livelli di riempimento e contenere l’impatto sui margini, gli operatori possono intervenire con strategie di gestione della capacità: cancellazione di partenze programmate (blank sailing), rimodulazione delle rotazioni, razionalizzazione dei servizi e alleanze operative per ottimizzare i carichi. Tuttavia, queste misure hanno un’efficacia limitata se l’overcapacity si consolida nel tempo. In uno scenario di domanda stabile o solo moderatamente crescente, la direzione di fondo tende a essere quella di noli più deboli rispetto alle fasi di mercato caratterizzate da scarsità di spazio nave.

    Il 2026 potrebbe quindi configurarsi come un anno di riequilibrio, in cui la capacità aggiuntiva costringerà il settore a trovare nuovi punti di equilibrio tra competitività tariffaria e sostenibilità economica delle rotte.

    Impatto su tempi di consegna e affidabilità delle spedizioni

    L’aumento della capacità di stiva non incide esclusivamente sui noli, ma può avere ripercussioni anche sull’organizzazione operativa delle spedizioni. In uno scenario di progressiva normalizzazione delle principali rotte commerciali, ad esempio con un ritorno più stabile ai transiti attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso, i transit time potrebbero registrare un accorciamento rispetto ai periodi di deviazione forzata.

    Tuttavia, una maggiore disponibilità di navi non si traduce automaticamente in una maggiore stabilità del servizio. In presenza di rallentamenti della domanda, le compagnie di navigazione tendono infatti a intervenire con frequenti aggiustamenti dei network: cancellazioni di partenze, modifiche delle rotazioni, accorpamenti di servizi o rimodulazioni delle frequenze. Questo dinamismo operativo può generare una certa volatilità in termini di affidabilità delle schedule, con impatti sulla pianificazione logistica di imprese e spedizionieri.

    In altre parole, più capacità può favorire flessibilità e potenziale riduzione dei tempi di transito, ma l’affidabilità complessiva delle spedizioni resta strettamente legata all’equilibrio tra volumi movimentati e gestione strategica delle flotte.

    Effetti sui prezzi dei container nuovi e usati

    Nuove navi: effetto sullo shipping e sui prezzi containerL’evoluzione del mercato dello shipping nel 2026 potrebbe riflettersi anche sul valore dei container, sia nuovi sia usati. Quando la capacità di trasporto aumenta e i volumi non crescono in modo proporzionale, si crea spesso un surplus di equipment disponibile sul mercato.

    Nel caso dei container usati, è plausibile una pressione al ribasso dei prezzi qualora le compagnie di navigazione e le società di leasing decidano di ridurre le proprie flotte operative o di immettere sul mercato unità in eccesso. Un aumento dell’offerta di container second-hand tende infatti a generare maggiori opportunità per chi acquista, soprattutto in un contesto di raffreddamento dei traffici.

    Diverso il discorso per i container nuovi. I listini dei produttori risultano generalmente più rigidi, in quanto legati ai costi di produzione, alla disponibilità delle materie prime e agli equilibri della filiera industriale. Tuttavia, in uno scenario di mercato meno teso rispetto agli anni di forte domanda, possono aprirsi spazi di negoziazione più favorevoli per i buyer, con condizioni economiche potenzialmente più vantaggiose rispetto alle fasi di picco.

    Per le aziende che utilizzano container per trasporto o stoccaggio, monitorare queste dinamiche diventa quindi un elemento strategico nella pianificazione degli investimenti e nella gestione della propria flotta.

    I consigli di SO.GE.SE. per le aziende che utilizzano i container

    In un contesto in cui l’aumento della capacità globale potrebbe incidere sugli equilibri di mercato, SO.GE.SE. affianca le aziende con un approccio operativo concreto, grazie all’esperienza di Stock Solution e alla possibilità di realizzare modifiche su misura in funzione delle specifiche esigenze logistiche o industriali.

    Quando il mercato attraversa fasi di incertezza o di picchi temporanei, soluzioni di leasing e noleggio permettono di mantenere flessibilità, adeguando rapidamente la disponibilità di container senza appesantire la struttura finanziaria. Al contrario, nei momenti in cui i prezzi dell’usato tendono a ridimensionarsi, l’acquisto di unità selezionate può rappresentare una scelta strategica per rafforzare la propria dotazione operativa con un investimento mirato. Allo stesso tempo, disporre di uno stock minimo già presente a deposito consente di non dipendere esclusivamente dalla disponibilità immediata sul mercato internazionale. Avere container pronti all’uso significa poter rispondere con tempestività a nuove esigenze di trasporto o stoccaggio, tutelando la continuità operativa anche in scenari di mercato variabili.

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