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    AGGIORNAMENTO SUL MERCATO DEI CONTAINER IN EUROPA – Giugno 2026

    Edizione Giugno 2026 | Dal Riequilibrio alla Riallocazione della Capacità

    “Anche se le attuali perturbazioni dovessero attenuarsi domani, molte delle pressioni di fondo sul  scompariranno immediatamente. L’aumento dei costi degli input, i cambiamenti nei flussi commerciali dovuti a dazi e strategie di diversificazione, e una domanda disomogenea tra le diverse regioni indicano che gli operatori si trovano sempre più a gestire un contesto di mercato frammentato. Mentre alcuni corridoi rimangono sotto pressione, altre regioni continuano a dimostrare resilienza e crescita, confermando che i mercati container non si muovono più in un’unica direzione. Al tempo stesso, le infrastrutture commerciali critiche e i punti di strozzatura delle rotte marittime stanno diventando considerazioni strategiche sempre più rilevanti, richiedendo agli operatori di incorporare maggiore flessibilità e resilienza nella pianificazione di lungo periodo.”
    — Andrea Monti, CEO & MD, Sogese

    La disciplina della capacità torna in primo piano nel mercato container europeo

    A giugno 2026, il mercato container europeo entra in una fase del ciclo più sensibile dal punto di vista commerciale.
    Sebbene l’instabilità operativa rimanga consolidata, il comportamento del mercato si sta spostando sempre più dalla gestione delle perturbazioni a breve termine verso una più rigorosa gestione della capacità e la protezione dei rendimenti.

    Numerosi vettori continuano a ridisegnare le proprie reti attraverso sospensioni di servizio, omissioni di porto, percorsi alternativi, restrizioni alle prenotazioni e revisioni delle rotazioni, a indicare che la normalizzazione della rete rimane limitata nonostante mesi di adattamento.
    I segnali commerciali stanno assumendo un’importanza crescente. I recenti movimenti dei prezzi indicano che l’equilibrio tra domanda e offerta si sta nuovamente inasprendo su alcuni tratti del commercio Asia-Europa. I noli spot sulle principali rotte est-ovest continuano ad aumentare in quello che tradizionalmente è un periodo più calmo per i mercati del trasporto merci: i dati Xeneta mostrano che i noli spot Estremo Oriente–Nord Europa sono aumentati del 44% e quelli Estremo Oriente–Mediterraneo del 40% tra fine febbraio e l’inizio di giugno 2026.

    I vettori hanno contemporaneamente ampliato le misure tariffarie attraverso livelli FAK più elevati, sovrapprezzi di alta stagione (PSS) più diffusi, adeguamenti del carburante, controlli sulle prenotazioni e misure di allocazione degli spazi più rigide. Hapag-Lloyd ha introdotto restrizioni alle prenotazioni sulle rotte verso il Medio Oriente e il Subcontinente indiano, citando spazi nave limitati, mentre sia Hapag-Lloyd che Maersk continuano ad attuare aggiustamenti della rete e meccanismi di sovrapprezzi su molteplici corridoi commerciali.

    Nel complesso, questi segnali indicano sempre più un contesto di mercato plasmato non tanto dalla congestione portuale generalizzata, quanto da una persistente frizione di rete, da una capacità utilizzabile ridotta e da una maggiore disciplina commerciale in vista del tradizionale periodo di alta stagione.
    Secondo il World Container Index di Drewry, i noli spot Shanghai-Genova sono aumentati da circa 2.900 dollari per container da 40 piedi a marzo a oltre 4.000 dollari nella terza settimana di maggio 2026, con ulteriori aumenti per giugno annunciati da diversi vettori.

    Il recente aumento dei noli non è dovuto esclusivamente a una forte domanda di consumo sottostante. Diversi fattori sovrapposti stanno ora contribuendo a una rinnovata pressione sui prezzi nelle rotte verso l’Europa:

    ■ Movimenti di merci di alta stagione in anticipo rispetto alla norma
    ■ Persistenza del routing via Capo di Buona Speranza sulla maggior parte delle rotte Asia–Europa
    ■ Disciplina della capacità attraverso blank sailings selettivi
    ■ Maggiori costi operativi legati al bunker e al rischio di guerra
    ■ Riduzione della disponibilità di attrezzature nelle origini asiatiche

    Ciò che distingue il contesto attuale da quello di inizio anno è che il mercato non reagisce più esclusivamente agli eventi di perturbazione. Dai dibattiti di settore emerge con chiarezza crescente che molti operatori non considerano più il ciclo di perturbazioni attuale come temporaneo. La natura prolungata della crisi del Mar Rosso, unita alla crescente preoccupazione per i rischi di escalation legati allo Stretto di Hormuz, rafforza l’ipotesi che l’instabilità delle rotte possa rimanere strutturalmente integrata nel mercato per un periodo prolungato. Di conseguenza, i vettori e gli operatori logistici
    stanno iniziando a pianificare attorno alla disruption strutturale anziché a una normalizzazione a breve termine. Al tempo stesso, l’affidabilità degli orari in tutta Europa rimane sotto pressione. I cicli di transito più lunghi continuano ad assorbire la capacità effettiva delle navi, mentre l’accumulo di navi nei principali hub sta creando picchi periodici di congestione nei terminal sia in Nord Europa che nei gateway mediterranei.

     

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